Un tintinnare di chiavi, il cigolio dei cardine, dietro di noi, si chiude il cancello che separa la navata dal transetto che custodisce i monumenti funebri dei due principali mecenati della Certosa:



 




 

Abside Sud Abside Centrale Abside Nord

A nord, le statue giacenti di Ludovico il Moro e Beatrice D'Este, scolpite da Cristoforo Solari con tale realismo che ci si sorprende a camminare lentamente, perché un' alito di vento sollevato dal nostro passaggio non scompigli il morbido intreccio di canne e di pieghe dei ricchi abiti modellati nel marmo;

 


Monumento Funerario

a sud, il monumentale sepolcro di Gian Galeazzo Visconti, progettato da Gian Cristoforo Romano. protetto da un sontuoso tabernacolo, scolpito con gli episodi della sua vita, il corpo marmoreo del duca riposa sicuro sotto lo sguardo amorevole delle statue della Fama e della Vittoria, che tengono lontano gli estranei.



Sepolcro di Gian Galeazzo Visconti

Fu sicuramente grazie al sostegno finanziario del duca che il priore della Certosa nel 1400 poté sborsare ben 1000 fiorini d'oro per commissionare un vero e proprio capolavoro a Baldassarre degli Embriachi: un trittico che l'artista intagliò in legni pregiati, denti di ippopotami, osso tinto a tartaruga. Conservato nella sagrestia Vecchia, il trittico apre il sipario con tre archi a sesto acuto che riportano i portali di una cattedrale gotica, su un dedalo di minutissime tarsie profilate d'oro e affollate di architetture, uomini e paesaggini che mettono in scena le storie della vita della Vergine, di Cristo, dell'indovino Balaam e dei Re Magi. Se nel divampare di una battaglia lo stemma dei Visconti fa capolino sullo scudo di un soldato, la piccola Bibbia di osso raffigura in una formella la tavola preparata per l'Ultima cena, attorno alla quale si dispongono stretti, stretti gli apostoli.



Il Trittico

Un tema che ricorre in proporzioni sempre più grandi nell'universo biblico della Certosa, passando per i bassorilievi del presbiterio fino al grande affresco del Cenacolo che domina il refettorio.

 



Il Refettorio

In realtà, frugando con lo sguardo ogni nicchia e ogni parete, troviamo ovunque le Sacre Scritture : un Creatore dalla lunga barba intento a plasmare il primo uomo, Adamo ed Eva che si guardano come due teneri amanti e poi contorcono i loro corpi sotto il peso della condanna al dolore e alla fatica; i Magi che si inchinano davanti al Bambino e la samaritana al pozzo sul lavabo in cotto del Chiostro Piccolo.

 



Il Lavabo

Tra le creature celesti che dimorano nella Certosa, gli angeli sono i più numerosi. C'è quello birichino che mostra orgoglioso un mazzolino di fiori sulla volta della cappella di S. Caterina, quello riccioluto che sorride dagli armadi della Sagrestia Nuova, quello che scala le nuvole o che indossa elmo e armatura per combattere contro il drago nell'altare della cappella di S.Michele Arcangelo.

Intanto dietro l'altare maggiore il sole sfiora con caldi riflessi le città intarsiate sui dossali lignei del coro e fa avvampare la vetrata, accendendo il caleidoscopio di colori degli smalti dell'assunzione di Maria E' la più solenne delle aggraziate Madonne che gli artisti della Certosa hanno raffigurato in atteggiamento quotidiano; dalla Vergine del Tappeto alla Madonna del Garofano


Madonna del Garofano
La Madonna del Garofano

dalla Vergine in adorazione dai lunghi capelli biondi alla Madonna del Latte  racchiusa in un sole dorato


Madonna del Latte

La Madonna del Latte

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